I CORSI

CONTROLLO DI GESTIONE: LA PROGRAMMAZIONE TI RIPAGA!

Immaginiamo di lavorare in una piccola impresa, operanti nell’area amministrativa e di collaborare a braccio con l’imprenditore dell’azienda. Occuperemmo di certo un ruolo di prestigio, che stimoli la creatività e le competenze conoscitive. Immaginiamo quindi di portare a termine un progetto, un investimento, un’acquisizione di una commessa, che si sia rivelato un vero successo e che abbia determinato oltre che la stima di tutti i collaboratori anche la soddisfazione e l’appagamento per aver svolto con cura il nostro lavoro. Fin qui, tutto perfetto; ma se invece il progetto si fosse rivelato un vero fallimento? Come avremmo potuto evitarlo? Si poteva prevedere? O invece, avremmo potuto fare di più? Come?

Ti sei mai trovato in queste circostanze? Ti sei mai posto queste domande?

 

La risposta è nel CONTROLLO DI GESTIONE.

Sappiamo cosa starai pensando… I nostri clienti, al primo incontro, quello che ci chiedono sempre è:

  • A cosa potrebbe servirmi il controllo di gestione, se la mia azienda è sempre performante?
  • Perché fare controllo di gestione se a fine anno la mia azienda produce un utile?
  • Perché dovrei pagare un consulente esterno e aggiungere ulteriori spese per il controllo di gestione?

 

Bene. Mettiti comodo. Proviamo a rispondere a queste domande.

L’imprenditore delle piccole imprese generalmente pensa la sua azienda come statica, poco esposta all’incertezza ambientale. Purtroppo (o per fortuna) è l’esatto contrario. I cambiamenti, l’innovazione del mercato, le trasformazioni tecnologiche portano l’azienda a doversi confrontare costantemente con l’ambiente esterno ed allo stesso tempo a monitorare la sua redditività. Diviene necessario, quindi, implementare un sistema che riesca a conservare le informazioni e a sfruttarle in modo efficace. Le informazioni di cui si parla sono proprio quelle relative all’andamento di ogni area aziendale: quanto più un imprenditore conosce fatturato, costi, margini di contribuzione di ogni singola commessa, tanto più sarà efficace prevedere ogni eventuale intoppo al raggiungimento degli obiettivi programmati e ad adattarsi al mercato esterno.

In media, 1 imprenditore su 3, considera l’andamento della sua azienda positivo, inconsapevole del fatto che magari, scendendo nel dettaglio, possa non essere realmente tale! Infatti, non necessariamente un utile allontana ogni possibile minaccia dall’azienda: quello stesso utile risulta essere la combinazione della redditività di varie commesse, alcune molto negative che generano quindi perdite invece che profitti, che vengono compensate da altre sufficientemente positive a coprire quelle perdite.

Di conseguenza, l’imprenditore che si accorge in tempo di queste difformità, tramite reporting di controllo di gestione, ha più probabilità di intervenire in modo efficace ed efficiente con politiche correttive e strategie di rivisitazione, aumentando in modo ottimale l’utile complessivo.

Altro giro, altra corsa! Alcuni imprenditori considerano il consulente del controllo di gestione esclusivamente una spesa in più a fine anno, quando invece in prospettiva esso rappresenta esattamente un ricavo! Con la programmazione e il controllo si riescono a identificare sprechi e le relative cause e, grazie al know-how di validi consulenti, è possibile cogliere probabili opportunità per incrementare il fatturato e migliorare le performance. Pensa a cosa potresti fare con questa ricchezza accumulata grazie al controllo di gestione!

 

Oltretutto, le piccole imprese non hanno bisogno di complessi sistemi evolutivi da implementare per compiere in modo efficiente il controllo di gestione.
Le dimensioni, infatti, creano vantaggio in questa fase in quanto non risulta particolarmente complesso reperire informazioni da ogni area aziendale, data la semplicità organizzativa delle stesse. Questo permetterebbe, quindi, di ridurre i rischi e le incertezze di business, in cambio di un aumento di fatturato, correlato ad incremento di produttività e redditività, e monitoraggio del Break-Even Point (ossia il punto di pareggio in cui fatturato e costi di eguagliano).

 

D’altronde, un metodo come questo, basato quindi sulla programmazione di obiettivi e la conseguente pianificazione di azioni e strategie mirate direttamente al raggiungimento degli stessi, non potrà di certo portare a decelerare la crescita di un’azienda, ma bensì potrebbe contribuire al suo sviluppo e all’allungamento del suo ciclo di vita.

E tu, mio caro imprenditore, cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

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